Dott.ssa Caterina Chiarini – Dermatologia Salute e Bellezza
  • Dermatologia
  • Salute e bellezza
  • CHI SONO
  • CONTATTI

“Mal di sushi”: anche la pelle soffre nella sindrome sgombroide

By Caterina Chiarini • Ottobre 13, 2016 • Dermatologia, Salute e bellezza

Aumentano gli amanti del sushi e, negli ultimi mesi, aumentano in Italia i casi di “mal di sushi”.

Di che cosa si tratta?

Il termine medico esatto per definire questo tipo di intossicazione alimentare è “sindrome sgombroide” poiché è stata osservata soprattutto dopo ingestione di pesci mal conservati appartenenti alla famiglia delle Scombridae (es. sgombro, tonno, palamita), ma può essere provocata anche da altri tipi di pesci: sardine, aringhe, alici, pesci serra, lampughe, costardelle…
È una reazione dovuta alla presenza, nel pesce, di una quantità eccessiva di istamina, un mediatore normalmente presente nel nostro organismo che aumenta in caso di reazioni allergiche o pseudo-allergiche provocando tutta una serie di sintomi evocativi; insieme all’istamina sono responsabili della sindrome sgombroide anche altre ammine con attività simile, come putrescina e cadaverina, che vengono liberate nel pesce mal conservato.
Nel tessuto dei pesci è presente l’istidina, precursore dell’istamina; in presenza di alcune specie batteriche provviste dell’ enzima istidina-decarbossilasi, come Escherichia coli, Morganella morganii, Proteus e Klebsiella, l’ istidina è convertita in istamina. Senza un adeguato raffreddamento, questi batteri si moltiplicano, aumentando il tasso di conversione istidina-istamina e incrementando quindi i livelli di istamina nel pesce. Ad esempio nei pesci lasciati a temperatura ambiente la concentrazione di istamina aumenta rapidamente, raggiungendo concentrazioni tossiche entro 12 ore.

L’effetto tossico dell’istamina non viene ridotto con le normali tecniche di lavorazione del pesce: cottura, affumicamento, marinatura o surgelazione. Inoltre, spesso non si verificano modificazioni di natura organolettica del prodotto (cambiamenti di sapore, odore o consistenza), quindi i prodotti ittici contaminati rimangono appetibili pur costituendo un pericolo per l’uomo.

Quali sono i sintomi?

La sindrome sgombroide viene frequentemente diagnosticata come reazione allergica alimentare, perché i sintomi sono molto simili. Le manifestazioni cliniche più comuni sono:

  • Eritema del volto, del collo, della parte alta del tronco
  • Prurito
  • Orticaria
  • Cefalea
  • Nausea e vomito
  • Dolori addominali
  • Diarrea
  • Tachicardia
  • Disturbi respiratori
  • Ipotensione

L’inizio della sintomatologia avviene dopo circa 20-30 minuti dall’assunzione dell’alimento e, nella maggior parte dei casi le manifestazioni si risolvono spontaneamente in meno di 6 ore.

Il grado di gravità dei sintomi in individui che consumano lo stesso pasto può essere molto variabile e dipende da diversi fattori:

  • Le differenze individuali nella sensibilità o nel metabolismo dell’ istamina (ad esempio, i sintomi possono essere marcatamente più gravi in persone che assumono farmaci a base di isoniazide che blocca l’enzima istaminasi, capace di degradare l’istamina nel tratto gastrointestinale)
  • Dimensioni della porzione consumata
  • Quantità di istamina nella porzione consumata
  • Quantità e tipo di altri alimenti consumati insieme ai pesci avariati

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi di sindrome sgombroide si basa sulla sintomatologia e sulla storia di recente assunzione delle specie ittiche considerate a rischio. Anche il contemporaneo coinvolgimento di più persone che hanno consumato lo stesso alimento ed hanno mostrato gli stessi sintomi depone a favore della sindrome sgombroide. Il quadro clinico è in grado di indirizzare verso la diagnosi; tuttavia la conferma diagnostica può essere raggiunta solo attraverso l’analisi di laboratorio del cibo contaminato (che va comunque congelato in attesa dell’indagine).

Come si cura?

Come già precisato, nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono spontaneamente. Tuttavia la somministrazione di antistaminici o, nei casi più gravi, di corticosteroidi risolve rapidamente tutte le manifestazioni.

Come si può prevenire?

Una scrupolosa igiene durante le operazioni di lavorazione e una precoce refrigerazione del pesce sono fondamentali per il controllo dello sviluppo dei microrganismi produttori dell’enzima in grado di trasformare l’istidina in istamina. Tuttavia la contaminazione batterica può avvenire, anche dopo la pesca, in tutte le fasi della produzione dell’alimento, anche durante la distribuzione e la somministrazione.
È raccomandabile comunque prestare estrema attenzione nel valutare la qualità e l’igiene dei luoghi di ristoro e di vendita del pesce. In ogni caso conviene controllare sempre che ristoranti e pescherie espongano il cartello sulle modalità corrette di conservazione e di gestione del prodotto ittico (HACCP).

AlimentazioneallergiaAntistaminicoblogcaterina chiarinicuradermatologodiagnosieritemaintossicazioneIstaminaorticariapellepesceprevenzionepruritosalutesindromeSushitrattamento
Tweet
Acari, tarli e mobili antichi
This is the most recent story

You Might Also Like

  • Acari, tarli e mobili antichi

  • La protezione solare. Che cos’è l’SPF?

  • Il burro di karitè: mille usi e benefici per la pelle e i capelli

  • Manicure: reazioni indesiderate per le unghie e non solo…

    Vero o Falso

    • Il sonno aiuta a controllare e mantenere il proprio peso forma.

      VERO. Dormire un numero ridotto di ore per una o due notti consecutive aumenta il senso di fame e la propensione a mangiare di più a causa di altre alterazioni ormonali scatenate dall’insonnia: scende la leptina, l’ormone che ci avvisa che abbiamo mangiato a sufficienza e sale invece la grelina che interviene sul nostro senso di fame. Leggi.
    • È vero che fare qualche lampada prima di andare al mare protegge la pelle?

      FALSO. Le lampade abbronzanti non solo non hanno alcun effetto protettivo sulla pelle, ma è stato dimostrato come l’uso regolare dei lettini abbronzanti triplichi il rischio di melanoma, la forma più temibile di cancro della pelle. Leggi
    • La “sindrome compulsiva da sole” è una dipendenza patologica dall’esposizione ai raggi UV

      VERO. La "tanoressia" chiamata anche “sindrome compulsiva da sole” (SCS)  si caratterizza per una dipendenza psicologica dall’esposizione ai raggi ultravioletti (sia solari che da lampade abbronzanti) e rientra fra le dispercezioni corporee. I tanoressici, come alcolisti e fumatori, spesso sono consapevoli dei rischi che corrono, ma non rinunciano ad avere una pelle abbronzata. Leggi
    • Un’alimentazione ricca di pesce, frutta e verdura rende i capelli belli e sani

      VERO. Le proteine, il ferro, lo zinco, la biotina e gli Acidi Grassi Omega 3 del pesce, insieme alle vitamine di frutta e verdura sono gli ingredienti essenziali per una capigliatura bella e sana. Leggi
    • È vero che lavarsi spesso le mani fa sempre bene?

      FALSO. Se la detersione viene effettuata in maniera non appropriata, per esempio tramite lavaggi troppo frequenti o mediante l’utilizzo di prodotti particolarmente aggressivi, si determina un’alterazione della “funzione barriera” che porta a  xerosi (secchezza).  Leggi

    Categorie

    • Dermatologia
    • Salute e bellezza
    • Vero o Falso

    Social Network

    Dott.ssa Caterina Chiarini

    Instagram Dott.ssa Caterina Chiarini

    I più letti

    Tanoressia: abbronzatura a tutti i costi

    On Giugno 19, 2014
    01

    Peeling: cosa c’è di nuovo

    On Gennaio 24, 2014
    02

    La dermatite seborroica: forfora e non solo…

    On Febbraio 18, 2014
    03

    Tag

    bellezza blog capelli caterina chiarini crema cura dermatologia dermatologo diagnosi infiammazione pelle prevenzione salute trattamento
    Facebook Twitter Instagram
    Dott.ssa Caterina Chiarini - Dermatologia Salute e Bellezza

    © 2013 Dott.ssa Caterina Chiarini - P.IVA 05809600488 - C.F.: CHRCRN77B45D612E - c.chiarini@caterinachiarini.it
    design by sgconsulting.it